{"id":382,"date":"2014-12-05T11:44:28","date_gmt":"2014-12-05T10:44:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giannicresci.com\/?p=382"},"modified":"2014-12-05T11:44:28","modified_gmt":"2014-12-05T10:44:28","slug":"la-divina-architettura-macchina-umana-erboristeria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/la-divina-architettura-macchina-umana-erboristeria\/","title":{"rendered":"La divina architettura, la macchina umana, l&#8217;erboristeria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il cibo, nella cultura occidentale, si presenta nel suo carattere ambivalente e magico: oggetto di una manipolazione di cui \u00e8 lo spettacolo meraviglioso, di una serie di operazioni segrete, gelosamente custodite, e, al contempo, oggetto manipolante, strumento di seduzione, di \u201cmantenimento\u201d (Camporesi; 1985 p.119) dei meccanismi contemplati, \u201cscoperti\u201d, sezionati dall&#8217;anatomista che fin dal XVII secolo, era preso dalla frenesia della scoperta di quella \u201cdivina architettura\u201d (ibid p.117) di cui l&#8217;uomo era l&#8217;\u201cabitatore\u201d. Tra il 1680 e il 1715, \u201canni che videro lo spostarsi dell&#8217;asse culturale dal centro-sud europeo al nord-ovest, dal Mediterraneo al mare del Nord\u201d (Camporesi; 1990 p.7), si assiste a mutamenti profondi che si ripercuotono sulla stessa \u201cgrammatica della cucina europea\u201d che, per pi\u00f9 di due secoli, \u201csi articoler\u00e0 su paradigmi diversi da quelli della grande scuola romano-fiorentina\u201d. (ibidem) La macchina umana, insieme di fragili e preziosi ingranaggi che meritano lo sguardo attento, finanche morboso, dell&#8217;antico anatomista, chiede al cuoco raffinate prestazioni manipolatorie, lo sollecita a chiudersi nelle stanze nascoste della cucina affinch\u00e9 lavori e trasformi le sostanze in benefici nutrimenti. L&#8217;officina umana attende dalla scienza culinaria preparazioni la cui ingestione non ne ostacoli il funzionamento. Al cuoco parigino, a partire dal XVIII secolo, sar\u00e0 assegnato l&#8217;arduo compito di sollevare gli animi appesantiti e infiacchiti dagli elaborati cibi della cucina seicentesca. La riformata tavola dovr\u00e0 invece essere in armonia con nuovo \u201ccontesto dominato dalla delicatezza, dalla leggerezza, dalla misura\u201d\u00a0(Camporesi; 1990 p.51) e le mirabili preparazioni dell&#8217;importato cuoco parigino dovranno rispondere all&#8217;inedito \u201crifiuto delle tonalit\u00e0 accentuate, dei sapori violenti, degli aromi densi e acri.\u201d (ibidem)<br \/>\nD&#8217;altra parte il gusto sontuoso del Seicento aveva interessato le arti e le pratiche pi\u00f9 varie, i cui confini sono talvolta rintracciabili con qualche fatica e appaiono semmai pi\u00f9 evidenti gli intrecci, gli scambi, le trasmigrazioni di idee da una sfera del sapere ad un&#8217;altra, il persistere di una stessa sensibilit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa farmacopea erotica del Seicento si compiaceva di ricette sontuose, dilatate ed espanse come gli spazi multipli delle immense cattedrali barocche. Il gusto dell&#8217;accumulazione e del catalogo, dell&#8217;intreccio e del lambiccato si fondeva con l&#8217;esotico, col pellegrino, con negromantico dando luogo a complicate ricette polivalenti, a largo spettro d&#8217;azione, a fantasmagorici espansi zibaldoni dove l&#8217;impotenza e il maleficio, la senilit\u00e0 e l&#8217;esaurimento, la perdita di potere e la caduta del desiderio avrebbero dovuto incontrare il loro arcangelo sterminatore\u201d\u00a0(Camporesi; 1989 p.88)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volessimo\u00a0azzardare un paragone tra il mutamento di sensibilit\u00e0 nei confronti degli odori e dei sapori che ha caratterizzato il passaggio dal sedicesimo al diciassettesimo secolo, e gli odierni atteggiamenti diffusi (radicati in sfere sociali ristrette), ci ritroveremmo al cospetto di un imprendibile coacervo di comportamenti e modi pensare. Ci\u00f2 che pare, oggi, acre e pungente \u00e8 l&#8217;odore delle creme per il corpo e degli estratti naturali reperibili nelle erboristerie. I <em>nuovi<\/em> aromi sono tuttavia tollerati di buon grado, come una sorta di quotidiana penitenza: un rito di passaggio, anzi di ritorno presunto, alla perduta <em>naturalit\u00e0<\/em>. D&#8217;altra parte si assiste anche ad un recupero di antichi sospetti nei confronti degli <em>alimenti impuri<\/em>, <em>grassi<\/em>, di difficile digestione. Una delle vittime dei nuovi imperativi ansiogeni\u00a0della moderna dietetica scientifica torna ad essere il formaggio, la cui \u201ccontroversa fortuna\u201d, nei secoli, sembra essersi legata a questioni che hanno interessato pi\u00f9 di una sfera dell&#8217;apparato sensibile umano, tanto \u00e8 che essa \u201cappartiene pi\u00f9 alla storia degli odori che a quella, pur parallela, dei sapori.\u201d\u00a0(Camporesi; 1990 p.68) Dobbiamo \u201ctener presente che il formaggio <em>preindustriale<\/em> sprigionava odori acri e pungenti oggi difficilmente immaginabili\u201d e che l&#8217;insalubre odore, corruttore del sangue e degli\u00a0umori, era tale che \u201ctra il formaggio e lo sterco (secondo la logica deduzione suggeritaci di Lotichio) la differenza era, in fondo, soprattutto il colore.\u201d\u00a0(Camporesi; 1985 p.57) Al di l\u00e0 degli inquietanti e periodici ammonimenti che il Notiziario dell&#8217;Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro riserva all&#8217;eccessivo consumo dei formaggi &#8211; ma lo stesso trattamento \u00e8 riservato alla carne &#8211; l&#8217;amato e temuto alimento \u00e8 sovente il bersaglio di attacchi incrociati secondo le strategie dell&#8217;imperante divulgazione scientifica. Ma al fare e al sapere strategico, <a href=\"http:\/\/www.giannicresci.com\/cuochi-speziali-profumieri-appropriazioni-e-giochi-dastuzia\/\" target=\"_blank\">come abbiamo detto pensando a De Certeau<\/a>, si oppone una miriade di tattiche disperse, di pratiche popolari, culturalmente radicate e inamovibili. Nonostante il prezzo elevato, nonostante la secolare cattiva fama riscossa, il formaggio continua ad essere uno dei protagonisti della tavola italiana, quella che ha resistito ai nuovi imperativi dell&#8217;efficienza e della leggerezza.<\/p>\n<p>[highlight]Tratto da: Gianni Cresci,\u00a0<em>Il cibo e l&#8217;arte culinaria. Vecchi e nuovi paradigmi<\/em>, Gennaio 1991, Universit\u00e0 di Bologna[\/highlight]<\/p>\n<h5><span style=\"color: #008000;\">Gianni Cresci ha creato gli\u00a0Speziali Fiorentini\u00a0nel 1992 per Derbe di Firenze<\/span><\/h5>\n<p>1.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giannicresci.com\/la-reticenza-dello-speziale\/\" target=\"_blank\">La reticenza dello speziale<\/a><br \/>\n2.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giannicresci.com\/cuochi-speziali-profumieri-appropriazioni-e-giochi-dastuzia\/\" target=\"_blank\">Cuochi, speziali, profumieri. Appropriazioni e giochi d&#8217;astuzia<br \/>\n<\/a>3.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giannicresci.com\/la-divina-architettura-macchina-umana-erboristeria\/\">La divina architettura, la macchina umana, l&#8217;erboristeria<br \/>\n<\/a>4.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giannicresci.com\/pietanze-virtuali-e-banchi-odorosi\/\">Pietanze virtuali e banchi odorosi<\/a><\/p>\n<p>[hr]<\/p>\n<p><strong>Opere citate:<\/strong><\/p>\n<p>CAMPORESI, Piero<br \/>\n1985\u00a0Le officine dei sensi, Garzanti<br \/>\n1989\u00a0<em>I balsami di Venere<\/em>, Garzanti<br \/>\n1990\u00a0<em>Il brodo indiano<\/em>, Garzanti<\/p>\n<p>CERTEAU, Michel de<br \/>\n1980 <em>L&#8217;invention du quotidien<\/em>, Paris, Union G\u00e9n\u00e9rale d&#8217;Edition<\/p>\n<p>[hr]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cibo, nella cultura [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":392,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[12,38,40,51,68,71,74,82,97],"class_list":["post-382","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-testi","tag-antropologia","tag-erboristeria","tag-estetica","tag-il-cibo-e-larte-culinaria","tag-michel-de-certau","tag-odori","tag-piero-camporesi","tag-profumi","tag-speziali-fiorentini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=382"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/382\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/392"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giannicresci.com\/Gianni-Cresci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}